Critica di A. Pasolino

Una fase anticipata dalla lettura critica, rende l´esposizione dialettica densa, a momenti anche difficile, perché mette l´occhio a confronto con il pensiero, la riflessione sul significato dell´arte, uno spazio narrativo nei suoi aspetti concettuali, la forma e il senso di ciò che si intende per ‘astrazione’.

L´impulsività di segni misteriosi che richiedono d´essere compresi o svelati, di una sensibilità analitica che porta a dimensioni umane, di una libertà priva di qualsiasi confine, mentre il titolo dell´opera è una sorta di chiave d´accesso alla lettura dell´opera stessa. L´artista, riesce, attraverso il tema, a comporre modulazioni più disparate anche di gusto secessionistico, e le sue tavole paiono vivere una giovinezza fuori dal tempo, dove la geometria diventa pretesto per una partitura di contrappunti ritmici apollinei, coniugando intelligenza e sensibilità, ordine razionale e capriccio del sogno simbolista-inconscio….

…. Un insieme di riflessioni sul disagio e sulla spersonalizzazione dell´individuo. Ma proprio questi momenti salvici della bellezza con i suoi mille aspetti primari, tra cui comunicativo, sociale ed etico, è lo scopo della sua ricerca. Una bellezza ambigua, quella che si vede, può essere o non essere il disagio verso il nostro tempo. Percezioni di smarrimento e disorientamento, penetrano un mondo aureolato di contrappunti ritmici e di poesia. Quadri che sono superfici di colore, in cui piani sovrapposti o sfasati rappresentano un´entità alla ricerca di un equilibrio, e in cui ogni elemento figurale coloristico ha contribuito a creare nuovi spazi tra un mondo e l´altra dimensionalità atemporale, fino a diventare spazio-colore nell´impianto astratto del dipinto, dove il colore dà anima e corpo, è proprio il caso di dirlo, al quadro. L´artista trasforma gli elementi figurali, anzi li trasfigura, e li ripropone sotto forma di messaggio subliminale, colto sicuramente a livello inconscio, ma non sempre percepito dal lettore al primo sguardo, se non in modo visionario astratto geometrico, e informale quando, nella veemenza gestuale della pennellata che assorbe ogni altro gesto pittorico, l´impianto non è più avvertito come limite, e diventa esso stesso spazio, carne e sangue dell´intelligenza, e cuore dell´action painting. Tale quindi da accogliere gocciolature e ´ageminature´ di caratteri e alfabeti linguistici sul filo argentato del pensiero di riflessione speculare iperrealista.