ARTE ASTRATTA

 

Dipingo da molti anni, e nel corso del tempo ho sperimentato e seguito liberamente ogni sorta di ispirazione, dando inizialmente forma a paesaggi dai dettagli precisi, per poi disegnare con il pennello lineamenti di volti femminili, e successivamente sciogliere il colore dentro a sfumature indefinite, gocciolature, macchie di colore, e…  Di nuovo nel tempo ho ridato una forma solida al colore utilizzando la materia, ho amato curiosare tra le mille possibilità di tecniche e materiali diversi, giornali, collage, applicazioni, resine varie, e così via….

Ho realizzato quadri per ambienti diversi tra loro, con colori e misure personalizzati, ascoltando e cercando di soddisfare le richieste di coloro che desideravano “un quadro unico, realizzato Su Misura”.

Ad oggi, oltre a realizzare opere nate dalla mia fantasia, mi piace dipingere quadri su commissione, partendo da uno o più dettagli di tecnica e colore.

Sono disponibile a visionare l’ambiente da valorizzare e trovare insieme a voi la soluzione più adatta.

Per qualsiasi informazione o preventivo contattatemi al numero 335.6083391 o via mail info@airaghicinzia.com

 

IMMAGINI DI ALCUNE OPERE REALIZZATE    (cliccare qui)

 

Vi racconto la mia passione…

Che cosa significa per me dipingere?

Una frase letta nel libro “L’arte di essere fragili” di Alessandro D’Avenia racchiude in poche parole ciò che rappresenta per me questo meraviglioso atto creativo . Egli scrive: “un pittore non dipinge ciò che ha visto, ma ciò che vedrà alla fine. Si crea per scoprire perché lo si è fatto, e ogni difficoltà che si frappone tra noi e il fine concepito è necessaria per dare consistenza all’invisibile, per crescere. Il prodotto del lavoro non è più importante del lavoro stesso; questo lo sanno una madre incinta, un contadino che semina, e un artista che cerca la strada per dare carne alla sua intuizione. Gli artisti conoscono, trovano e scoprono facendo. Così come i bambini, per i quali gioco e conoscenza del mondo sono la stessa cosa”.

Con le mani sporche di colore mi sento a casa.

Dipingere per me è entrare ‘dentro’ alla tela, camminarci dentro, nascondermi dentro, percorrerla in ogni suo millimetro, scoprire ogni angolino rimasto inesplorato. Per conoscerlo. Si, dipingere per me è scoprire e conoscere. E’ un altro modo di vedere. E’ andare oltre, guardare dietro, guardare al di la del visibile, dentro la superficie delle cose, nel profondo. Significa entrare in un’altra dimensione. Quella dell’invisibile. Del misterioso, dell’incognito, di ciò che ancora non sai. E’ necessario un atto di coraggio all’inizio, è come un salto nel vuoto. Respiri, osservi ciò che c’è intorno a te, vedi tutto bianco, come una fitta nebbia in pieno giorno, e in un attimo fai quel piccolo passo nella direzione di quel Qualcosa che ancora non sai cos’è.

Dipingere è un viaggio. Un viaggio al buio, in cui ogni singola goccia di colore diventa la tua luce.

Più volte in questi anni, da quando ho preso per la prima volta in mano un pennello, ho cercato di dare una forma visibile alle mie emozioni, e quando qualcuno mi chiedeva con semplice curiosita “che cosa rappresenta questo quadro?”, io mi ritrovavo talvolta priva di parole di fronte a una domanda che chiedeva spiegazioni su un mistero che spiegazioni non ha. Perché come fai ad esempio a far capire a chi si aspetta risposte logiche che non hai la benchè minima idea di ciò che ha catturato le tue mani quel pomeriggio d’estate e le ha guidate con veemenza sopra una superficie senza vita, spingendoti a gettarci sopra acqua e mescolare, e pasticciare senza chiederti il senso di quanto stava accadendo ma semplicemente lasciando andare, di più, e di più ancora, tutto ciò che fino ad allora avevi conosciuto, tutto ciò che per te era logico, per seguire con occhi bendati quell’ energia misteriosa che arrivava da chissà dove e che, senza una meta, ti stava guidando.

Come fai a spiegare che quel pomeriggio il tempo si è fermato e a un certo punto ti sei ritrovata nella penombra esausta, come dopo un lungo viaggio, e d’un tratto hai riaperto gli occhi e hai visto qualcosa che non sai da dove è saltato fuori, qualcosa che non hai fatto tu, qualcosa sul quale non hai avuto il benchè minimo controllo.

Come puoi spiegare tutto questo con parole logiche e sensate?

Ancora oggi, a distanza di tempo, nello stesso modo di allora, non so rispondere alla domanda “perché hai dipinto quel quadro?”.

D’istinto mi verrebbe da dire “è quel quadro che ha guidato me”.

Con molta semplicità e onestà, posso provare a rispondere alla domanda “perché dipingi?”.

Perché qualcosa, in un pomeriggio qualsiasi, mi ha catturato e portato con se, indicandomi una via. E da allora, seppur con qualche deviazione o sosta più o meno prolungata, quella via non l’ho più lasciata perché la sento appartenermi più di qualsiasi altra direzione.

Più volte le persone mi hanno detto: “Vivi in un mondo tutto tuo”.

Per molto tempo mi sono sentita un pò “fuori dal mondo”, e questa frase non mi è mai sembrata un complimento. Pensavo fosse una cosa strana, per certi versi sbagliata, in una società che chiedeva invece controllo, efficienza, perfezione, impeccabilità, omologazione. Presenza attenta, per restare al passo con i tempi, mille occhi per guardarsi intorno ed essere pronti a parare eventuali colpi inaspettati, per salvaguardare una qualche forma di integrità.

La pittura è sempre stato il mio rifugio. Fin da bambina.

E oggi, a distanza di tempo, non mi sento più fuori dal mondo. Perché vivo in un mondo meraviglioso e misterioso, pieno di ricchezza e di purezza, dove esiste la magia, dove aleggia polvere di stelle e l’aria profuma di verità. Dove ogni cosa diventa possibile e ogni gesto diventa tangibile. Dove non c’è giudizio e non c’è controllo, in cui ogni forma ha il diritto di esistere tanto quanto l’assenza di forma. Questo mondo io lo chiamo mondo interiore, ed è un prezioso tesoro presente in ognuno di noi.

Allora io mi chiedo adesso:

” Quale dei due mondi è quello più vero? ”

Chiediamolo ai bambini, che sono i veri grandi artisti di questo mondo…